Ci sono matrimoni in cui, a un certo punto, gli ospiti si guardano intorno e fanno la stessa domanda:
“Ma gli sposi… che fine hanno fatto?”
Succede più spesso di quanto immagini.
E no, non perché stiano scappando.
Semplicemente perché vengono portati via per ore di servizio fotografico.
Eppure il matrimonio è una festa.
È tempo condiviso.
È presenza.
Ed è proprio da qui osservando queste situazioni, matrimonio dopo matrimonio, che ho capito che qualcosa poteva essere fatta in modo diverso e da qui che nasce il mio modo diverso di fotografare i matrimoni.
Il matrimonio non è un set fotografico
Parliamoci chiaro: le foto sono importanti.
Ma non sono il matrimonio.
Il matrimonio è:
- l’abbraccio della nonna
- l’amico che arriva da lontano
- i bambini che corrono
- gli sguardi rubati mentre nessuno guarda
Quando una coppia sparisce per troppo tempo:
- perde momenti irripetibili
- spezza il ritmo della giornata
- trasforma un’esperienza emotiva in una maratona di pose
E spesso, paradossalmente, le foto ne risentono.


Perché molti sposi accettano (senza sapere)
La verità è semplice:
molti sposi pensano che sia “normale così”.
“È così che funziona.”
“Ci hanno detto che serve tempo.”
“Altrimenti non vengono belle le foto.”
Ma nessuno spiega loro che esistono alternative.
Un modo di fotografare che si adatta alla giornata, non il contrario.
Il problema non è il tempo. È l’approccio.
Non è una guerra tra fotografi.
Non è giusto o sbagliato.
È una questione di visione.
C’è chi:
- costruisce tutto attorno alle foto
- controlla ogni momento
- separa gli sposi dalla loro festa
E c’è chi, come me:
- osserva
- accompagna
- protegge il tempo degli sposi
Il mio lavoro non è portarvi via.
È farvi vivere la giornata senza accorgervi della macchina fotografica.
Quando gli sposi restano presenti, succede qualcosa di magico



Le coppie che non spariscono:
- sono più rilassate
- ridono di più
- si godono davvero la festa
E le foto?
Sono più vere.
Meno perfette.
Molto più potenti.
Spesso, a fine giornata, mi dicono:
“Non pensavo fosse possibile avere queste foto senza stress.”
E ogni volta sorrido. Perché so che è esattamente lì che doveva andare la giornata.
Il mio modo di fotografare un matrimonio

Il mio approccio si basa su poche regole semplici:
- niente assenze infinite
- niente pose forzate
- niente pressione
Creo piccoli spazi, tempi naturali, momenti fluidi.
Il servizio fotografico si incastra nella giornata, non la interrompe.
Perché il ricordo più bello non è una foto perfetta.
È ricordarsi come ci si è sentiti.
Se stai organizzando il tuo matrimonio e hai paura di:
- non vivere abbastanza la giornata
- sentirti sotto esame
- dover “fare” qualcosa per forza
Sappi che non deve andare così.
Esistono fotografi che mettono al centro le persone.
Prima delle foto.
Sempre.
E se questo articolo ti ha fatto dire anche solo:
“Ecco, io voglio vivere il mio matrimonio così”
allora era giusto scriverlo.
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IN PIENA ENERGIA E PERFETTA ARMONIA
JERRY